Stranger things 3, ovvero l’orrido e le sue manifestazioni al tempo di Netflix

 

Stranger things, la serie televisiva “teen tv shows”, “tv thriller” e “tv horror” creata dai Duffer Brothers, è giunta alla terza stagione. Nata come una scaltra ma insufficiente rievocazione di topoi thriller-horror, ispirati largamente a Stephen King, reitera adesso l’asfitticità di schemi già visti, ma offre nondimeno un campione da laboratorio sulle esigenze (indotte) del pubblico di massa. E degli escamotage per rattoppare i gap della scrittura. Continua a leggere

Annunci

Why hasn’t everything already disappeared? Intervista ai Deerhunter, live al Santeria Social Club, Milano

Copertina
Here for english version
«Your cage is what you make it
if you decorate it,
it goes by faster,
goes quick laughter»
Futurism

Seguo costantemente i Deerhunter da tre anni, quando mi sono casualmente imbattuta (come spesso accade ai YouTubersnauti) in Microcastle, perla miliare del loro repertorio, e in tutta la loro discografia successivamente. La ragione per cui sono letteralmente “caduta in amore” con la band di Atlanta, tanto da acquistarne l’intera discografia, consiste nel senso di pace che la loro musica sa infondermi. Non appena ascoltai Agoraphobia, infatti, sortii lo stesso effetto insinuante che colpì Thora Birch in Ghost World all’ascolto di Devil got my woman di Skip James: feci ripartire ininterrottamente il pezzo, cedendo al vortice della monomania. Lo scorso mercoledì hanno aperto il Music Is My Radar, la rassegna musicale inaugurata al Santeria Social Club di Milano, presentando il loro ultimo lavoro e riproponendo pezzi celebri come Helicopter, Desire Lines o la più recente Take Care. Continua a leggere

Why hasn’t everything already disappeared? Interview with Deerhunter, live at Santeria Social Club, Milan

Copertina
Here for italian version
«Your cage is what you make it
if you decorate it,
it goes by faster,
goes quick laughter»
Futurism

I’ve been following Deerhunter constantly for three years: ever since I discovered by chance (as it often happens to the YouTubersnauts) Microcastle, a milestone of their repertoire, which then led me to their discography. The reason I literally “fell in love” with the Atlanta band, so deeply I bought all of their records, is in the sense of peace that their music is able to give me. As soon as I listened to Agoraphobia I experienced the same insinuating effect that hit Thora Birch in Ghost World as she listened to Devil got my woman of Skip James: I listened to that song on repeat, over and over again, falling in a whirlwind of monomania. Last Wednesday they opened the music festival Music Is My Radar, inaugurated at the Santeria Social Club in Milan. They presented their latest work and and played some of the most famous pieces, such as Helicopter, Desire Lines or the most recent Take Care. Continua a leggere

Saint Huck: il video di “Reef” diretto da Guido Celli e le ultime date di “Broken Branches” in Sicilia

E’ online da qualche settimana il videoclip di “Reef” di Saint Huck, realizzato da Guido Celli, già autore di “Hidden Words”.

Saint Huck è il moniker del cantautore e polistrumentista siciliano Livio Lombardo. Nato come chitarrista noise/alternative (ha suonato e suona con numerose band: Fräulein Alice, Gentless3, Mapuche, Before We Die, Diane and the Shell, Silent Carnival), nel 2015 pubblica il suo primo lavoro, “Broken Branches”, per l’etichetta Viceversa Records. L’album viene accolto entusiasticamente dalla critica, che ne mette in evidenza il carattere outborders e ispirato, definendo Saint Huck come un artista anarchico e appassionato, che sfugge a qualsiasi facile inquadramento per la raffinatezza della composizione. Guido Celli, videomaker di talento, poeta, musicista e produttore artistico (di Flavio Giurato, ndr) qualche tempo fa ha deciso di rendergli omaggio con una trilogia video che ne anticipa il nuovo album, previsto per il 2019. Continua a leggere

Herself – Rigel Playground

600x600bf

Urtovox

La nuova psichedelia arriva da Palermo e risponde al nome di Herself o, se preferite, di Gioele Valenti, deus ex machina del progetto. Il musicista palermitano, già attivo in svariati altri progetti di stampo neopsichedelico quali JuJu, Josefin Ohrn, Lay Llamas, aggiunge con questo nuovo lavoro (Rigel Playground) un ulteriore tassello che esplora nuove prospettive concedendo un più ampio spazio alla melodia. Continua a leggere

Dogman (M. Garrone, 2018)

Dogman

Premio come miglior attore (Marcello Fonte) all’appena conclusa 71° edizione del Festival del cinema di Cannes, Dogman di Matteo Garrone è un’opera eccellente. Ambientato in un paesaggio astorico, che è un po’ la Scampia di Gomorra un po’ l’Ostia di Suburra, un po’ una campagna italiana essiccata sulla quale si innesta la bozza di una cementificazione fallita, paradigma di tanta periferia siciliana e italiana. È la creazione scenografica di un originale e intimo far west romanescofono, scandito dal rombo di una motocicletta, prodromo della prepotenza. Continua a leggere