Cesare Basile: Io mi sono sognato fuoco pure – Tributo a Danilo Dolci

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È stato Danilo Dolci a riportarmi in Sicilia. Un uomo venuto dalla provincia di Trieste fino alle sperdute campagne di Partinico ha parlato ai ricordi di un giovane punk arrabbiato e al rabbioso disgusto di un adulto cantautore. Dolci mi ha riportato a casa per stradine e sterrati mostrandomi con parole raccolte settant’anni fa quanto ancora c’è da raccontare e quanto queste storie ancora da raccontare siano frutto della stessa miseria di un tempo”. È con queste parole che Cesare Basile evidenzia il filo rosso che lo lega al poeta, sociologo, educatore e attivista politico triestino d’adozione palermitana. Una figura emblematica e rivoluzionaria, instancabile nel contrastare fino alla fine ogni forma di iniquità sociale, abuso di potere, vessazione mafiosa, attenendosi però costantemente e rigorosamente ad un gandhiano principio di nonviolenza.
Ed è proprio a Danilo Dolci che Basile ha dedicato la serata all’Odeon di lunedì 17 novembre, inserita all’interno della quarantesima stagione concertistica curata dall’Associazione Musicale Etnea. La scaletta prevede una serie di componimenti del poeta-sociologo trevigiano reinterpretati in musica dal cantautore catanese, accompagnato da Massimo Ferrarotto alle percussioni e dalla talentuosa Simona Norato, vera promessa di rinascita del cantautorato made in Sicily nonché perfetto alter ego al femminile dello stesso Basile. Zu’ Cola, Il pianino e Io mi sono sognato fuoco pure sono alcuni dei pezzi rivisitati per l’occasione che mettono in luce lo sguardo acuto, profondo e indagatore di Dolci, capace di scavare nei meandri più oscuri dell’umana miseria. Oltre alla poesia ci sono anche le canzoni e Basile snocciola alcuni dei migliori episodi del suo ultimo lavoro, quello che gli è valso la targa al Tenco 2013 per il miglior album dialettale, poi notoriamente rifiutata in smacco a certe politiche abbracciate dalla Siae. Arrivano così le intense e viscerali Canzuni addinucchiata, Nunzio e la libertà, insieme ad alcuni promettenti inediti come Franchina, Araziu Stranu, Manianti e U chiamanu travagghiu.
Ospiti della serata Anna Bellia e Marco Sciotto, attori in residenza al Teatro Coppola, che ridanno magistralmente voce a due dei pezzi più estremi di Dolci, rispettivamente La cavalla e I vermi, sul cui recitato s’innesta Strofe della guaritrice, brano di Basile liberamente ispirato a quest’ultimo, che evolve in un poderoso crescendo in bilico tra teatro, rock e folk-blues.
Un altro bell’omaggio sul finire arriva dalla Norato che interpreta, in un intenso ed emozionante assolo di voce e piano, Questa notte l’amore a Catania, perla conclusiva del penultimo lavoro in studio di Basile, seguito poi dal contributo finale Biagio Guerrera, ospite conclusivo della serata, che dà voce all’ultima poesia di Dolci prima del finale, affidato al crudo disincanto di una vibrante Sotto i colpi di mezzi favori, chiaroscurale fermoimmagine con cui il cantautore ritrae un paese martoriato e sofferente, con i servi chiusi nelle botteghe a forgiare il ricatto delle democrazie. Un paese con molti servi e pochi padroni, ma ancora capace di offrire bellezza e di rigenerarsi in essa, tanta, come quella della serata trascorsa all’Odeon.

Marco Salanitri

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