La Festa della paesologia ad Aliano dal 22 al 27 agosto

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Il paese di Aliano sorge nel cuore della Basilicata, un comune di poco più di mille anime che da qualche anno a questa parte ospita un evento speciale. La Festa della paesologia è molto più di un semplice festival, è  un villaggio culturale inondato da musica, poesia, letteratura, cinema, teatro e arte. Ma è anche un momento di condivisione, compartecipazione, riappropriazione di spazi urbani e rurali. Una full immersion di 6 giorni in un paesaggio mozzafiato con un ampissimo cartellone di proposte tra cui Dimartino, Simona Norato, Otello Profazio, Tetes de bois e moltissimo altro. Un appuntamento imperdibile per chi voglia riscoprire il valore di musica e arte in una dimensione umana e natura a perdita d’occhio tra le colline e i suggestivi calanchi lucani.

Ad Aliano (Matera) dal 22 al 27 agosto c’è la festa della paesologia. La festa è ideata e concepita da Franco Arminio, il paesologo che da anni attraversa e racconta i paesi dell’Italia interna.
L’organizzazione è a cura del Comune di Aliano, col contributo economico della Regione Basilicata.
Nel paese descritto da Carlo Levi nel suo Cristo si è fermato a Eboli si radunano lietezze operose e inoperose, affanni, tremori, tentativi di seminare qualcosa nella miseria spirituale dilagante. Aliano è lontana, non arrivano masse distratte, ma casi singoli, anime spaiate, gente che non appartiene al consorzio dei furbi e degli ingordi. Aliano è un’isola, un altrove dentro l’Italia, un luogo in cui anche la desolazione diventa beatitudine: è l’eros dell’orlo, l’oreficeria del vuoto.
Il paesaggio inoperoso dei calanchi, una volta considerato emblema del disagio, oggi diventa lirico, solenne. Ciò che stava dietro si fa avanti. Il margine diventa fecondo. La festa della paesologia contiene l’idea che nei luoghi dell’Italia interna può nascere qualche germoglio di una nuova civiltà che ci piace chiamare umanesimo delle montagne.
Crediamo che la poesia e le arti in generale possano avere un ruolo importante di riattivazione comunitaria. La festa della paesologia intreccia ardori intimi e passioni civiche. Non è un festival del cinema, della letteratura, della musica, ma una comunità provvisoria che intreccia gli abitanti del paese, le persone invitate e i visitatori. Per sei giorni e sei notti si legge, si canta, si suona, si discute in un cantiere che è una serena obiezione all’autismo corale.
Il futuro è in chi crede alla terra e alla sua sacralità, non in chi pensa solo a saccheggiarla. Il futuro è in chi non guarda il Sud con la vecchia lente sviluppista, è in chi lavora con scrupolo e utopia, in chi tiene assieme il computer e il pero selvatico.
La festa della paesologia non propone un divertimento estivo, ma una nuova militanza, poetica e politica. Chi viene ad Aliano sceglie una visione, partecipa a una lotta. La Luna e i Calanchi fa parte di un movimento più ampio sulle aree interne. Arminio ha redatto la bozza di strategia della Montagna Materana, area pilota del progetto costruito da Fabrizio Barca, e con molte altre persone ha creato la casa della paesologia a Trevico, in Irpinia.

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