Any Other – Silently. Quietly. Going away

(Autoproduzione)

(Bello Records)

Cosa aspettarsi dalla ventunenne Adele Nigro non è difficile scoprirlo dopo 3 anni di Lovecats, (il duo pop/folk fondato con Cecilia Grandi) perché dopo una pausa di riflessione, la cantante veronese decide di non abbandonare la musica ripartendo in solitaria dalla Bello Records e trovando una nuova identità in Any Other.
Registrato al Duna Studio di Ravenna, Silently. Quietly. Going Away, vede la collaborazione di Adele (voce e chitarra), Erica Lonardi (batteria) e Marco Giudici (basso e synth). Così accade che in un giorno qualsiasi d’autunno, nel quale decido di mettere su Silently. Quietly. Going Away, scopro che c’è tanta carne al fuoco e non vedo l’ora di addentarla. L’album raccoglie 10 brani schietti e grintosi, decisamente amari. Di colpo, come in un flashback, ti vengono in mente tutte le cose che ti hanno sempre dato più fastidio, riesci a dargli un nome, gli dai del tu e li allontani da te. La scrittura di Adele è essenzialmente di pancia, fatta di stati d’agitazione come Something, “I’m not interested anymore, in feeling bad”. Nessuna recita, nessun compiacimento, i nervi si distendono in Blue Moon, (dove traspare l’influenza degli Smashing Pumpkins), e nell’inno di His Era. La disillusione si trascina forte in tracce come 365 mentre doppie voci si rincorrono e si sovrappongono in Gladly Farewell, segno di scelte non facili da prendere. Senza dubbio Any Other vi porterà sulla linea d’orizzonte del “non detto”, specialmente a se stessi, come significativa è l’immagine dei parchi deserti smorzati dagli ultimi raggi di sole in 5:47PM. Ci sono tutti gli anni ’90 rivissuti senza retorica o troppa nostalgia. Umori intrisi di rabbia, solitudine, parole rimaste incastrate tra i denti ma anche un ritrovato entusiasmo e una sana ribellione agli schemi. Adele descrive senza risparmiare colpi le difficoltà e i conflitti della sua età; addii, tagli al passato e false partenze si avvicendano traccia dopo traccia, tra chitarre graffianti e grazie a un’irresistibile voce da maschiaccio. E ancora parole come pagine strappate “I’ll run away from here!” ti accompagnano nella marcia surreale di Roger Roger, Commander. Alla fine è la scia di To The Kino Again che rimane dentro e intorno a te, apparentemente calma e lucente; è lei che ti culla e che si prende la rincorsa per travolgerti un’ultima volta, poi sfinita ti riconsegna al silenzio.
Any Other ci regala in sostanza un’intensa carrellata sul pianeta teen, dove ogni emozione non ha il tempo di essere digerita, dove ci si rende conto del mal di testa solo quando tutto è finito, bruciato, andato. Mi rimane poco da aggiungere: personalità indiscutibile e disco da manuale, sono certa che ne sentiremo ancora parlare.

Alice Ferrara

Tracklist

  1. Something
  2. Blue Moon
  3. Gladly Farewell
  4. His Era
  5. 365 Days
  6. Roger Roger, Commander
  7. 5.47 PM
  8. Teenage
  9. Sonnet #4
  10. To The Kino, Again
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