Vogghiu cantari e darimi bontempu: Matilde Politi e Simona Di Gregorio live @ Palestra Lupo

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Musica come luogo, memoria, suggestione, scrigno che preserva dall’oblio. Era così un tempo, quando la storia di un popolo passava in forma di canto, ritmo, danza di voce in voce, di corpo in corpo, col suo carico di identità e tradizione da custodire, tramandare, arricchire. Un patrimonio come un tesoro sommerso e palpitante, nascosto tra le pieghe di una Sicilia tutta da riscoprire. Una ricchezza che i nostri vecchi preservano ancora ma che rischia di svanire per la negligenza di nuove generazioni assopite e assordate dal frastuono di una musica  usa e getta, da consumare in fretta sugli schermi di un talent e poi dimenticare. Ma qualcuno ha ancora orecchie e cuore per sentire e raccogliere il richiamo di questa Sicilia antica eppur così attuale nel suo grido di ribellione, denuncia e anarchia; una nuova generazione di cantastorie pronta a far tesoro di quel patrimonio, riattualizzarlo e restituirlo alla contemporaneità. Palermo e Catania rispondono a quest’appello nei rispettivi nomi di Matilde Politi e Simona Di Gregorio, che sabato 10 ottobre hanno dato appuntamento al pubblico catanese nel nuovo prolifico spazio liberato di Palestra Lupo, per l’incontro Vogghiu cantari e darimi bontempu: canti in siciliano di ieri e di oggi.
Protagonista della serata dunque la Sicilia coi suoi canti e cunti, molti dei quali raccolti nell’ultimo lavoro di Matilde Politi e Compagnia Bella, Vacanti sugnu china, tra pezzi tradizionali recuperati e riportati al loro antico splendore e composizioni originali della cantastorie palermitana. Alla gremita e calorosa sala di Palestra Lupo vengono elargite due ore di spettacolo puro in cui le due artiste non si risparmiano offrendo una performance carica di energia buona, che si propaga al pubblico e ritorna al palco in un inarrestabile crescendo di intensità, ma anche di verve istrionica e teatrale, enfatizzata dal continuo botta e risposta tra le due folksinger che irretisce nelle trame di una comicità spontanea e travolgente. Un duo simbiotico e in perfetta intesa, che sembra esser nato e cresciuto sul palco. Il gioco a due si estende via via all’interazione col pubblico fino a trasformare l’esibizione in una sorta di open show collettivo tra cori, armonizzazioni e ritmi scanditi coralmente. Non manca poi l’ingrediente fondamentale dato dall’ottimo talento delle due performer, munite entrambe di eccezionali doti vocali e interpretative, esaltate dagli strumenti via via imbracciati dalle stesse, come chitarre, tamburelli, fisarmoniche, nacchere e altro ancora. Le due ore trascorrono in fretta, saltando da un’area geografica dell’isola all’altra, ognuna con una storia da raccontare, riscoprire e di cui appropriarsi. Il senso di gratitudine e appagamento è pressoché totale.
A fine performance Matilde Politi invita i più volenterosi a prendere parte al suo nuovo progetto, in partenza a Palermo ai Cantieri Culturali Zisa, intitolato The butterfly trial, laboratorio gratuito di arti performative (tra canto, danza, teatro e musica) finalizzato all’elaborazione di uno spettacolo in cui ogni elemento darà il proprio contributo. Un bell’esempio di come sia ancora possibile rendere l’arte fruibile alla collettività, un’occasione, per chi potrà, da non perdere.

Live Report: Marco Salanitri
Foto: Giulia La Rosa

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