La Governante live @ Chakra Lounge: l’onda new-post-qualcosa colpisce ancora

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Ho scritto spesso della Governante, qui sull’Eretico e altrove. Mi lega alla band siracusana un affetto speciale, avendo assistito qualche anno fa alla sua primissima esibizione live, avendone scritto per primo proprio in quell’occasione, avendo seguito da vicino la gestazione di un esordio che pezzo dopo pezzo continuava a sorprendermi, vedendo adesso crescerne costantemente la reputazione com’era lecito aspettarsi.
Catania è la città che diede battesimo alla band, con la prima apparizione pubblica a Indie Concept 2013, e a Catania è tornata ad esibirsi lunedì 7 dicembre al Chakra Lounge come ospite speciale per la serata che celebrava il quindicesimo anniversario del team di Rumori Sound System. Va subito detto che in questa particolare occasione la pessima acustica del locale, oltre agli innumerevoli problemi tecnici dovuti a diverse carenze della struttura, non ha permesso alla band di venir fuori in tutto il suo ottimo potenziale. Il sound della Governante è ricco di sfumature, tappeti ambient, cori, dettagli minimali che purtroppo in un tale contesto facevano fatica ad emergere. Nonostante tutto il gruppo riesce comunque a sostenere le difficoltà del caso in maniera dignitosa, del resto la materia in questione è quella dell’esordio La nouvelle stupèfiante, lavoro denso e ispirato valso alla band una sfilza di ottime recensioni e menzioni.
Si va dall’intimismo iniziale di Debacle alle sferragliate post-punk di Finché puoi tu balla all’electro-pop di Bianconi chansonnier, un trittico iniziale che mette insieme tre diverse identità della band (che ha autodefinito il proprio genere come new-post-qualcosa) e che fanno subito comprendere quanto essa sia capace di muoversi disinvoltamente da uno stile all’altro mantenendo un’identità ben definita. La voce di Salvatore Micalizio è chiara e melodica, ben supportata dal sound degli altri elementi, le chitarre ben calibrate di Daniele Ricca, le ritmiche non convenzionali di Sergio Longo e il basso granitico di Maurizio Carrabino, per un sound che risulta compatto ed omogeneo nonostante l’acustica. A metà repertorio spunta anche una sorprendente cover di Battiato, L’era del cinghiale bianco, riabbigliata in versione new wave da un simposio di synth, che si conclude in un ulteriore breve omaggio ai Verdena con un cameo di Puzzle. Scorrono altri ottimi pezzi come Le scimmie sulla schiena, Cartoline dai tuoi viaggi, fino alle conclusive Noi surreali, indovinata ballata dai toni sognanti ed eterei, per concludere con un’ultima dose post-punk di Sui pavimenti. Micalizio è un fiume in piena, balla, si dimena, scende dal palco, si arrampica alle colonne, spara coriandoli, gira tra il pubblico regalando cartoline vintage, cercando di rompere le barriere tra palco e platea, instaurando un contatto diretto con lo spettatore.
Tecnicamente una serata non facile per la band che riesce comunque a restituire al pubblico una performance energica e policroma. Ma questo non è che l’inizio. Qualcosa mi dice che La Governante ha ancora molto da dire e che il futuro riserverà ulteriori sorprese. Basterà solo attendere.

Marco Salanitri

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