Walkabout @ Scenario Pubblico: il cammino del movimento tra origini e contemporaneità

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Movement is in our nature; complete calm is death
– Bruce Chatwin (The Songlines)

Lampi di luce squarciano improvvisi l’oscurità, visioni epilettiche svelano il primo vagito silente, strisciante di un danzatore. Tutto parte dal basso, la Terra è madre che genera, nutre, sospinge. E dalla Terra, elemento primordiale, tutto ha inizio. È l’incipit di Walkabout, spettacolo concepito a Catania dal coreografo americano Elia Mrak e dalla coreografa messicana Nancy Lopez Luna, ospiti in residenza per un mese presso Scenario Pubblico. E ad emergere dalla nuda terra per primo è lo stesso Mrak, nei panni di versatile danzatore, capace di creare un linguaggio corporeo del tutto personale, ibridando con disinvolura breakdance, danza contemporanea e altro ancora. Sarà poi di nuovo un buio primordiale a svelare altri corpi immobili sul suolo, pronti ad animarsi, gradualmente, uno ad uno, al suono di melodie arcaiche. Sonorità rigorosamente dal vivo improvvisate dal musicista Guilhem Verger che munito di fisarmonica e saxofono soprano riempie lo spazio e la memoria di suoni che sembrano partoriti da luoghi remoti e primitivi, che si fanno simili a un profondo respiro quando fa suonare a vuoto il mantice della fisarmonica.
Cresce via via il movimento, dal basso verso l’alto e nello spazio tutto, ripercorrendo una sorta di genesi umana, in un cammino temporale che parte dalla sapienza innata delle culture antiche fino alle nuove forme della contemporaneità. Danza e musica si fondono in un perfetto amalgama armonioso per una performance che nasce come un’interrogarsi, una ricerca di continuità tra preistoria e modernità indagata attraverso il costante fil rouge del movimento.
Walkabout, si diceva, è una creazione nata e pensata a Catania all’interno del progetto ACASA, che ha permesso ai coreografi di coinvolgere nel lavoro alcune danzatrici di MoDem, corso di perfezionamento per giovani danzatori presso Scenario Pubblico. La scelta ha dunque coinvolto le brave Silvia Oteri, Irene Occhiato e Magdalena Wojcik, “tre ragazze diverse tra loro per rappresentare al meglio la nostra idea di performance”, come affermato da Lopez Luna, e divenute parte integrante dello spettacolo insieme agli stessi coreografi cimentatisi anche nel ruolo di danzatori.
Un progetto che conferma la vitalità e la centralità della scena catanese in ambito internazionale di arti performative contemporanee.

Live report: Marco Salanitri
Foto e video: Alain El Sakhawi

 

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