Dieci canzoni per un eretico Natale

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Chi non ha mai avuto per un motivo o per un altro delle canzoni natalizie? Canzoni a tema specifico o che per un motivo o per un altro riconduce inevitabilmente ad uno dei periodi contemporaneamente più amati e più odiati dell’anno.
Alcuni di noi eretici hanno dunque deciso di rovistare nella memoria dei ricordi e ripescare alcuni di questi pezzi, ecco la nostra selezione.

Claudio Litrico

Used To Be A Sweet Boy
– Morrissey
In realtà avrei potuto menzionare l’intero, splendido album Vauxhall and I; soprattutto perchè l’ho scoperto – innamorandomene – proprio in un dicembre di tanti anni fa, ma anche perchè il suo umore caldo e malinconico ben si concilia con le atmosfere del periodo natalizio: il caratteristico piglio ora cinico e ora deprimente del Nostro si è ingentilito sotto la cura di Steve Lillywhite, alla produzione dei tre dischi a cavallo tra il 1994 e il 1997. L’esempio massimo risiede in questo straziante pezzo autobiografico: “ero solito essere un ragazzo dolce, che stringeva forte la mano di papà…ma è stato in un mondo lontano / ero solito essere un ragazzo dolce, ma qualcosa è andato storto, e so che non posso essere il colpevole”. Il tutto cantato su un tappeto sonoro che ha i colori di una nevicata osservata dal tepore domestico, con tanto di campanelline sul finale: se non avete un nodo alla gola siete delle brutte persone. Personalmente mi ricorda le passeggiate con mio padre alla ricerca dei regali, con le guance infreddolite, ma riscaldato dalla febbrile attesa del 25 mattina e dalla stretta di mano paterna. Lacrimoni.

Yes It Is – The Beatles
Pezzo assolutamente minore della discografia dei Fab Four, lo ascoltavo in macchina grazie ad una cassetta della raccolta Past Masters comprata da mio padre nel Golfo Persico. In seguito ho scoperto che si trattava del lato B di Ticket to Ride, datato 1965, ed è possibile indicarlo come un crocevia della discografia dei quattro, ancorato com’è alle armonie vocali del Beat degli esordi e ad una melodia ispirata all r’n’b spaccacuori dei primi sessanta: quasi si fatica a riconoscere il gruppo che a pochissimi mesi di distanza pubblicherà Rubber Soul e soprattutto Revolver.
La canzone è semplice dal punto di vista lirico, incentrata sullo stesso gioco di parole cromatico che aveva portato al successo Baby’s in Black.
Ancora una volta è la suggestione sonora a rendere il pezzo fortemente natalizio, con un mood ambiguamente melodrammatico e carico di speranza, con il tamburello ad accompagnare idealmente le luci ad intermittenza sui balconi e una allora inedita chitarra a pedale che ricorda un’armonica. Mi fa pensare agli sfortunati ma contenti personaggi che facevano da comparsa a Scrooge nel Canto di Natale, ma potrebbe anche essere la soundtrack di una vecchia pubblicità della Coca Cola.

Donna and Blitzen – Badly Drawn Boy
Stavolta non è solo suggestione: il buon Damon apre il brano sussurrando “Merry Christmas”, e l’arrangiamento – da sempre uno dei suoi pezzi forti – segue a ruota l’intento di costruire una canzone coi fiocchi rossi; campane ed un piano brillante, insieme a dei violini svolazzanti ed un insieme orchestrale, allargando per la prima volta gli orizzonti del menestrello inglese che era stato considerato uno dei padri dell’effimero New Acoustic Movement. Il messaggio è stavolta pienamente gioioso, non c’è spazio per la malinconia, se non per una fugace e nascosta occhiata al passato, seppellita con un fiero “quest’anno è nostro”. L’incedere è maestoso, è facile vederci tutti i colori della festa e lo piazzo immancabilmente quando ho la possibilità di mettere musica con gli ospiti, in questo periodo dell’anno.
Questo pezzo è stato realmente oggetto di uno spot natalizio, ma curiosamente si trattava di una nuova versione del Cornetto Algida; preferisco associarlo allo zabaione che prendo puntualmente la mattina di Natale.

Azzurra Sottosanti

Cupe vampe – CSI
Sono sempre stata una sentimentalista. Una fissata con le memorie, coi vissuti, con le sincronicità, col misticismo degli eventi, coi legami irrazionali tra cose e persone. Era la fine del 2008 ed ero in procinto di trasferirmi a Marsiglia. In quei giorni di quasi-Natale avevo ventisei anni ed ero – per dirla con Sagan – “perfettamente felice”. Qualche sera prima della vigilia un’amica diede una festa in Abruzzo e a un tratto, durante i preparativi per la cena, qualcuno mise su Linea gotica dei CSI. Trasalii, fu come sentirlo per la prima volta. Considerai quell’accadimento il presagio di qualcosa di terribilmente ambiguo, senza riuscire a spiegarmi il perché. “Di colpo si fa notte, s’incunea crudo il freddo…”. La prima traccia di quel disco mi ossessionò per tutte le festività e oltre.

Blu – CSI
Due anni dopo, in un negozio di dischi a Catania, io e il mio fidanzato di allora acquistammo quel cd: eravamo in crisi e all’improvviso ripensai a quel presagio. Riascoltai quel disco per tutte le vacanze. Fu un’epifania: “Sotto la calma apparente un assordante frastuono”. Blu era diventata la colonna sonora del mio Natale passato e di tutte le albe a venire. Noi ci mollammo definitivamente il Natale dell’anno successivo.

Here comes the sun – The Beatles
Nonostante tutto (non si direbbe, lo so), ho una buona opinione del Natale e lo attendo sempre con una discreta gioia. Non a caso un altro dei brani che lego a questo periodo dell’anno è Here comes the sun dei Beatles. La ragione è molto semplice: intorno alla metà degli anni ’70 mia zia Nunzia acquistò la raccolta in doppio vinile The Beatles 1967 – 1970, il cosiddetto Blue Album per intenderci, il quale, per qualche motivo a me oscuro, è poi passato nelle mani di mio padre, quindi nelle mie, entrando di diritto tra gli Lp che custodisco nella mia casa di Catania. Ogni volta che torno dai miei a Natale mi ritrovo faccia a faccia con quell’album e ogni volta, inevitabilmente, quella canzone mi ronza nella testa, io tiro un respiro profondo e mi dico: “It’s all right”, little darling!

Marco Salanitri

Canzone per Natale – Morgan
Natale 2003. Tutta l’essenza nostalgica del Natale, il senso di solitudine come la voglia di cercare rifugio negli affetti è probabilmente racchiusa in questo pezzo. Forse perché Marco Morgan Castoldi festeggia il suo compleanno il 23 dicembre, sarà per questo o per qualunque altro motivo che Canzone per Natale risulta un brano particolarmente toccante e ispirato, incarnando in tutto e per tutto il senso di “natalitudine” con tanto di cori, campanelli, xilofoni, presenze fantasmatiche e, come sempre, assenze da ricordare.

Guarda l’alba – Carmen Consoli
Natale 2010. C’è una donna che si guarda allo specchio ma l’immagine riflessa non la spaventa nonostante il dolore e le sofferenze trascorse. “Tutto inzia, invecchia, cambia forma, l’amore, tutto si trasforma, l’umore di un sogno col tempo si dimentica”. È ancora una volta il tempo a fare da terapia, le assenze incombono, le cose si trasformano, possono ferirci o rallegrarci, ma nulla può annientarci finché saremo capaci di contemplare un’alba nella sua infinita bellezza che c’insegna eternamente a rinascere, perché “nel chiudersi un fiore al tramonto si rigenera”.

La fine del mondo – Simona Norato
Natale 2013. Esordiva La fine del mondo, primo singolo solista di Simona Norato, intensa anticipazione del successivo omonimo album. Una ballata vibrante, grondante emozioni genuine e immagini nitide e commoventi. A Natale ci circondiamo degli affetti più cari ma è anche tempo di bilanci, riflessioni, vividi amarcord, così l’incontro fortuito di un vecchio amore può insegnarci la bellezza del ritrovarsi e diventare qualcosa in più di un semplice nostalgico revival. Il tempo cura e lenisce ogni sconforto, gli affetti veri permangono e resistono, perché in fondo “lasciarsi non è la fine del mondo”.

Spectre – Radiohead
Natale 2015. L’ultimo gruppo al mondo da cui ci si aspetterebbe una “Christmas song” sono probabilmente i Radiohead. Ma quest’anno hanno voluto stupire ancora una volta con un regalo inatteso e improvviso, come Yorke ama ormai spesso fare da qualche anno a questa parte. Ed ecco spuntare improvvisamente sul web, proprio il 25 dicembre, l’inedito Spectre, un pezzo nato originariamente per la colonna sonora del nuovo 007 ma mai andato in porto. La band di Oxford, particolarmente fiera del brano, ha dunque deciso di condividerlo pubblicamente, elargendo un’intensissima e onirica ballata per piano, archi ed elegiaci crescendo. Sullo sfondo ancora spettri, presenze, fantasmi.

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