King of the Opera live @ Glamour Cafè: autobiografia intimista in policromia melodica

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Il pregio di Alberto Mariotti, in arte The King of the Opera (dopo l’atto antropofago a scapito di Samuel Katarro) è quello di riuscire a catturare l’attenzione immediatamente anche attraverso una semplice performance voce e chitarra. Semplici e basilari ingredienti bastati a The King a sedurre e incollare davanti al palco il numeroso pubblico del Glamour Cafè domenica 27 dicembre per la consueta rassegna Rocketta Live.
Ad arrivare per prima è indubbiamente la voce, precisa, duttile, incredibilmente melodica, ricca di sfumature policrome e mai monotona. I richiami e le influenze sono tante, spiccano in particolare Thom Yorke, Jeff Bucley, Rufus Wainwright, Beirut e altri. Mariotti è dotato inoltre di una notevole presenza scenica che riesce a magnetizzare l’attenzione su di sé senza mai un calo, mantenendo costantemente alto il livello della densità sia per le capacità interpretative che empatiche. Lo fa con naturalezza estrema, come se non avesse mai dovuto imparare a farlo, seguendo una vocazione istintiva.
Oltre alle indubbie doti di performer del songwriter pistoiese protagoniste assolute sono anche e soprattutto le canzoni, una serie di accattivanti ballate pop-folk le cui melodie abbracciano l’ascoltatore cullandolo dolcemente verso lidi sognanti. Vari momenti sono dedicati anche ad alcune selezionate cover, legate tra loro dall’anno di pubblicazione, il 1985, che è anche l’anno di nascita del cantautore: un pezzo dei Replacements, una delicata e intimista versione di A night like this dei Cure ed Heaven dei Talking Heads che sigla come meglio non si potrebbe la chiusura affidata al bis. Tutti pezzi che denotano un gusto raffinato e mai banale o scontato. Fa capolino anche qualche pezzo del repertorio che fu dell’ormai “defunto” Samuel Katarro in cui cambia nettamente l’energia, con un’attitudine quasi punk che si esplica nei rapidissimi riff di chitarra.
Restano comunque pochi dubbi sul fatto che sia sotto le spoglie di Katarro, di King of the opera o di qualunque altra cosa possa arrivare in futuro sentiremo ancora a lungo parlare di Alberto Mariotti e del suo talento.

Marco Salanitri

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