La Rappresentante di Lista – Bu Bu Sad

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Garrincha Dischi

Da quale lontano e sconosciuto pianeta arriva La Rappresentante di Lista? Difficile rispondere di fronte a un progetto così complesso e in continuo divenire, quel che è certo è che siamo ancora all’inizio di un viaggio sorprendente e imprevedibile. Viaggio intrapreso appena quattro anni fa dal simbiotico duo siculo-toscano composto da Dario Mangiaracina e Veronica Lucchesi e arricchitosi via via di elementi, partecipazioni, contributi, appena giunto al capitolo secondo con Bu Bu Sad. Un lavoro che sfugge a qualsiasi facile classificazione centrifugando insieme pop, folk, cantautorato, electro, etno e molto altro nel modo più eclettico e vitale, restituendo anche in questo caso quel piacevole effetto di straniamento dato dalla variegata alchimia degli elementi amalgamati con brio e audacia.
C’è curiosità, c’è ricerca, c’è voglia di mettersi in gioco e di non adagiarsi sugli allori. E c’è un vero meltin pot di linguaggi contemporanei che non strizza l’occhio alle mode del momento ma muove su un territorio di ricerca autentico e sognante, mai banale, in cui ogni testo può essere letto come la pagina di un diario scritto negli ultimi due frenetici anni che hanno portato il duo (diventato nel frattempo un quartetto dal vivo) in lungo e in largo per lo stivale, senza disdegnare qualche scappata estera.
Non resta quindi che immergersi in questo policromo combo sonoro, planando sui portentosi funambolismi vocali di Veronica Lucchesi che più che manierista, la mamma dei detrattori si sa che è sempre incinta, sarebbe più opportuno definire una vera e propria fuoriclasse, senza se e senza ma. Ma La Rappresentante di lista è un progetto encomiabile a tuttotondo e Bu Bu Sad sembra essere attraversato da voci e suoni del mondo, dal vibrante sciamare metropolitano di synth, sassofoni e cori di matrice kiddeiana di Cosa farò all’irresistibile mix funky-hip-hop-r’n’b di Apriti cielo, dalle percussioni esotiche dell’eterea Siamo ospiti all’electro-lounge di Bora Bora. C’è poi il finale ad alto voltaggio emozionale assegnato agli arrangiamenti minimali di Un’isola, perché per creare bellezza non c’è bisogno di effetti speciali ma solo di armonia, ispirazione, autenticità.
La Rappresentante di Lista è un progetto che respira ad ampio raggio, guarda il mondo a testa in giù, ci si perde e nella meraviglia dello smarrimento costruisce la propria identità, sempre danzando in equilibrio sul filo della poesia.

Marco Salanitri

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