Una Caserma al posto del Centro Sociale: la lotta dell’XM24

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Da pochi giorni Virginio Merola (PD), sindaco di Bologna, ha dichiarato pubblicamente l’imminente sfratto del centro sociale XM24 la cui convenzione non è stata rinnovata da quando è scaduta lo scorso dicembre. L’XM24 è un centro sociale situato nella Bolognina, quartiere alle spalle della stazione. L’edificio, abbandonato dal 1994, è lo spazio dell’Ex Mercato Ortofrutticolo occupato dal 2002 secondo un accordo con il Comune.

Al posto di questo edificio – che da tempo vogliono spiallare – sembra esserci in cantiere il progetto di costruirvi una Caserma. Sembra una barzelletta.
Il posto si trova in un quartiere nevralgico perché attorno ha uno spazio cantieristico congelato a causa dei fallimenti delle ditte di appalti che dovevano generare spazi abitativi e ricreativi. A fianco si trova Piazza Liber Paradisus dove è situata la più ampia supermoderna sede dell’amministrazione comunale cittadina. Proprio di fronte a questa c’è l’ex-Telecom, un altro palazzone che dall’abbandono ha subìto l’occupazione seguita dallo sfratto e che è adesso in trattative con un’azienda che dovrebbe trasformarlo in studentato.

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Ma al di là di questa toponomastica da quartiere, un Centro Sociale che porta davvero avanti delle iniziative che aiutano tutti, come il mercato dell’associazione CampiAperti, la libreria, gli spazi e le iniziative per le attività sportive di Palestrina Libera, la scuola di italiano per stranieri, la cucina popolare, i dibattiti, le produzioni musicali di Frigotecniche ecc… non si dovrebbe toccare. Già è abbastanza ridicolo il sistema culturale italiano che diventa sempre più elitario e soffocante.

Non è abbastanza recepito e preso seriamente in considerazione il concetto di spazio sociale come vero e proprio polmone culturale di scambio; come laboratorio di libertà espressiva e creativa che non trova compatibilità con nessun’altra realtà sociale esistente, specialmente in un momento come questo. Ci si limita a pensare che questi siano semplicemente punti di raccolta di degrado e di attività poco raccomandabili.
Tutto quello che di degradante succede si limita a pochi eventi paragonabili se non minori rispetto a quelli che possono avvenire in un qualunque locale (per non dire roba da condominio). Ma tutto questo ovviamente diventa la scusa strumentale per parlare di inciviltà e quartiere indecoroso. Bisogna capire che un centro sociale è un luogo pubblico e di più. L’XM24 dovrebbe essere motivo d’orgoglio per la città. Il motivo da cui partono produzioni dal basso importanti, quelle che aiutano le piccole realtà a emanciparsi.16522742_617800868407726_1704251542_n

Quella dell’anno scorso di Blu era una profonda (personalmente dubbia) e ancora dolorante protesta perché forse questa città non merita più. Non merita nè Blu e forse nemmeno l’XM24.

L’XM24 cercherà di tenere duro e non a caso avrà numerosi sostenitori. Mercoledì 8 febbraio, alle ore 20.30, si terrà all’XM24 un’assemblea pubblica cittadina «contro la repressione, per l’autogestione».

Emanuela Platania

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