A room full of sparkles – A tribute to Mark Linkous

Oh!Dear Records - A Room Full of Sparkles - a tribute to Mark Linkous - cover

Mark Linkous. Polistrumentista, autore e leader degli Sparklehorse ha vissuto la sua vita sul filo della genialità e, come troppi, pure su quello del dolore e della miseria umorale che ha abbracciato le attitudini di tutta la sua musica e infine lo ha portato al suicidio nel 2010.
Una di quelle menti che inevitabilmente mi fanno pensare a chi come lui è arrivato a misteriosi gesti folli come accadde qualche anno prima a un’altra mente tanto brillante quanto fragile come Elliott Smith, simili nel tentativo di esorcizzare in armonie intensissime e testi metaforici un dolore che alla fine ha preso un violento e insospettabile sopravvento.

Per gli Sparklehorse erano anni d’oro quelli di Vivadixiesubmarinetransmissionplot (1995), quel primo seminale album che ha fatto comprendere al pubblico e a moltissimi artisti la grandezza di un genio che si sarebbe esaurito presto come una cometa. Gli Sparklehorse si rivelano come uno dei gruppi più influenti negli anni zero specialmente per quel genere che ha preso stilisticamente (più che “proceduralmente”) il nome di indie-rock. Tra sintomatici versi dismessi e febbrili viaggi tra cantautorato folk e alt rock, l’intimità del lo-fi avvolge nella sua camicia di flanella tutto questo rovente e ruvido corpo.

Arriviamo al dunque. Si chiama A Room Full of Sparkles il progetto condotto dalla piccola cameretta discografica Oh!Dear Records in omaggio alla produzione di Mark Linkous a ormai sette anni dalla sua scomparsa. Un progetto come questo se già lo si gode in partenza per i suoi presupposti, ad ascoltarlo si dichiara vincente.

È un vero piacere vedere come si manifesta magnificamente la sintonia e la sincronizzazione di menti e intenti che creano un prodotto unico ma separabile, che nel catastrofico ricordo di una perdita ha restituito i pezzi di un cuore infranto in frammenti di luce. Questi frammenti sono stati coloro che hanno omaggiato Linkous partecipando alla creazione di A Room Full of Sparkles, direttamente dal DIY della propria nicchia – come ci racconta Oh!Dear. Nell’epoca dell’effusione artistica trasmessa sotto qualunque forma di tecnica d’arte contemporanea, dove tutto si muove in un magma che lancia lapilli del passato a infinite generazioni future, ecco come l’autoproduzione #incameretta si effonde in qualcosa di bello e celebrativo sconfinando dalle quattro mura.

Cani, pizze, strumenti improbabili e rotoli di carta igienica sono i soggetti delle foto scattate nelle camerette dei 15 progetti musicali che hanno plasmato ognuno attraverso il proprio stile un brano di Linkous scelto da loro, reinterprentandolo intensamente senza che nessuno abbia lasciato fuggire il senso della lettura di un album che si disgrega nelle variegate menti artistiche e si aggrega nella buona riuscita della glorificazione di un genio come Linkous. Nessuna produzione o masterizzazione professionale. Trapela pura e sincera l’intensità e la qualità di un caldo coinvolgimento.

Dalla Scozia allo stivale italiano, dalla Sicilia alla Sardegna tutto è stato reinterpretato, registrato e mixato in maniera indipendente e condiviso al mondo. Godetevi questo piccolo, grande e immenso tributo nella vostra, di cameretta.

Emanuela Platania


A
rtwork by Gianluca Gallo

T
racklist

Urali “Someday I will treat you good”
Konge Milo ” Kings of Nails”
The Spacepony “Mountains”
Lovers Turn to Monsters “Saturday”
Luigi Frassetto “Revenge”
Beeside “Gold Day” (n/a) // “It’s a Wonderful Life”
Gendo’s Ikari Soup “Cow”
Prom ’99 “Sunshine”
Tydall “Homecoming queen”
La Bestia “Pig”
How we got Giraffes “Shade and Honey”
Synthetic Tree “Weird Sisters”
C.L Henderson “Heart of Darkness”
WAS “Everytime I’m with you”
Please Don’t Save Mary “Hammering the Cramps”
Paul Go “See the Light”

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