Gabriele Mitelli – O.N.G. Crash

O.N.G. Crash, il disco di Gabriele Mitelli – per Parco della Musica Records – è un disco che per sua stessa presentazione vuole essere di pancia: percussività africane che richiamano a SunRa (Ipse dixit), richiami a tutto il ciclo della musica jazz, ma incorniciate in un quadro completamente diverso. Prendi SunRa e portalo ad un concerto degli Zu (o i Mumble Mumble o una qualsiasi band mastichi più linguaggi in maniera sapiente nella stessa bocca, ma sempre in salsa math) o post-metal. Le svisionate jazzistiche, come un collage impressionistico, faranno affiorare qui dei ritmi punk, lì una distorsione metal al basso, lì una tromba ricercata alla “Bitches Brew”.

Poi lo ascolti bene. Mitelli non è uno sprovveduto. Né un banale imitatore. Gioca tutte le sue carte benissimo. La sua cornetta si lancia in soli mai troppo esagerati, mai fuori luogo, sempre sul pezzo, sia come contrappunto di selvagge improvvisazioni sia come unica luce dorata negli angoli più silenziosi e calmi di questa suite.

ong pressQuello che sembrava un basso è una chitarra baritono suonata da Gabrio Baldacci, che con il suo ritmo pulsante compone uno scheletro armonico, ritmico, grasso, danzante e spesso distorto del disco.

Basso che funziona anche e soprattutto perché, sopra, i suoi nervi scoperti sono la batteria di Cristiano Calcagnile, con il suo pestare energico, con la sua cassa spinta e le sue calvacate tra il ride e il china, che emerge come un Joe Morello ad un concerto dei Lightning Bolt.

Chiude il cerchio la chitarra ritmica e le tastiere di Terragnoli, impegnate nella strutturazione di temi che si sposano con la cornetta (vedi il secondo movimento).

Il free form del disco, sicuramente debitore di alcuni grandi della tromba e della cornetta (ogni riferimento è volutamente causato), inserisce degli elementi estranei a quel genere: non è un disco jazz free-form, non per me. Non è un disco rock o pop. Conserva degli elementi rock e metal, ma minoritari rispetto ai riferimenti jazz, elettronici, d’avanguardia, di sperimentalismo, non facilmente catalogabili o incasellabili.

Mitelli fa e disfa, smonta e rimonta strutture di pezzi, brani: se l’inizio di un movimento della suite può sembrare free, non è detto che lo sia la sua coda. E lì dove si scende dall’onda alta di una improvvisazione, ci si può immergere in una cover oscura, un delta buio, e “a tratti” fedele al vate Lindo Ferretti. Questi delta dove si infrangono i suoni sono una costante di O.N.G., dove si infrangono i suoni e affondano quasi per poi risalire a fine di ogni suite.

Quando risale, la trama è fitta di suoni che ci ricordano esperienze di un certo sperimentalismo urbano, così come i suoi ritmi impennanti e il dialogo convulso tra gli strumenti: emergono poliritmi, inserti elettronici o elettroacustici, degni di un Parmegiani o un Varese.

Se fosse un vino sarebbe complesso, ma sempre con gusto e stile. Una lunga fermentazione in botte buona per fare uscire una pancia gonfia, violenta, eppure, appassionata, spumeggiante.

Enrico Strano

Formazione

Gabriele Mitelli pocket cornet, cornetta, elettronica, percussioni, voce
Enrico Terragnoli chitarra elettrica, tastiere
Gabrio Baldacci chitarra elettrica baritono
Cristiano Calcagnile batteria

Tracklist

01 FREQUENCY 15.18
ANOTHER MISSARÀ (G. Mitelli)
TUCO (G. Mitelli)
LANQUIDITY (Sun Ra)

02 RASH 21.48
KARMA (G. Mitelli)
TRANSITION (G. Mitelli)
A TRATTI (C.S.I. Giovanni Lindo Ferretti)

03 TAKE OFF 20.45
ARATI (G. Mitelli)
BASIC ELEMENTS (G. Mitelli)
OLD MAN (G. Mitelli)

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