The Devils + Thee Church ov Fake Foundation @Zō 16/3/18

29356437_808910169296794_168676147536592896_n

The Devils

Se avevate voglia di vedere un’impertinente porno suora in calze a rete, stivali in vernice rossa e tubino in latex con il suo compagno prete fare casino a suon di punk’n’roll, giorno 16 Marzo a Zō vi sarebbe piaciuto molto assistere ai sexy deliri dei Devils e del loro amico Dildonerogigante. Chi c’era ve lo può confermare.

Un piacevole clima Garage da consumatori temporanei era stato ben preparato con skate intagliati e decorati e poster art. Stavano in bella mostra alcune simpatiche stampe originali dal sapore retro-sexy-boop di Shawn Dickinson; alcune delle migliori locandine si avvicinavano vagamente all’ambiente trash e dei b-movie di qualche decade fa, altre a quello più “psych”: queste erano quelle di Chuck Sperry e Ron Donovan da poco scomparso. Sullo sfondo del palco un bel montaggio cinematografico di alcuni cult del cinema passato e a fare da sottofondo a tutto questo le selezioni di Frankie goes to Hell.

Il gruppo che ha aperto il duo partenopeo è autoctono e francamente non ne avevo mai sentito parlare. Si sono fatti un tre quarti d’ora buoni di amalgama garage punk con qualche spruzzata psichedelica, industrial e new wave. Si chiamano Thee Church ov Fake Foundation chiaramente ispirati al TOPY [Thee Temple ov Psychick Youth] un network costituito da artisti e musicisti della sperimentazione visiva/sonora degli anni ‘80 e da alcuni esponenti appartenenti all’ambiente beat ed esoterico. Davvero davvero niente male come risposta musicale contemporanea quella dei nostri. Beccatevene trenta secondi.

The Devils quindi. Dal vivo mi hanno confermato gruppi del garage punk vecchio stampo bello rozzo e calpestato a dovere. Erica Toraldo alla batteria e voce e Gianni Pregadio chitarra e voce. Due fighi in tenute e atteggiamenti feticisti che hanno riempito di blasfemia lo spazio con il loro secondo album Iron Butt. Schitarrate fuzz e una batteria letteralmente cavalcata a dovere. Volumi che se erano tosti per il genere lo sono stati meno per il frastuono risonante dalle pareti della sala, ma tant’è, anche questa è la sporcizia che ci piace. Certamente non eravamo lì per ammirare la tecnica ritmica di qualche brano o sentire un riff della madonna. Anzi mi sa che quella se la vede brutta assieme a questi due mascalzoni persi nelle braghe del diavolo.

Tra le note report qualche tocco performativo fetish ma niente di scioccante. Peccato, ne avevo sentito parlare come di due tipetti molto più estremi. A un certo punto lui è salito sul bancone del bar e poi ha fatto benedire un paio di ragazzi sul palco. Insomma anche a Catania ogni tanto ci si confessa con qualcuno d’oltrestretto. Bella serata.

Ovviamente un’ostia di video e un paio di foto al seguito.

Ps. dovrebbe esserci stata una specie di performance lampo con gli hula hoop, ma me la sono proprio persa. nemA.

Emanuela Platania

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...