Uzeda 30! 25&26 maggio 2018: otto voli

© Salvatore Zerbo

© Salvatore Zerbo

Gli Uzeda per i loro trent’anni hanno organizzato un weekend che ha fatto radunare artisti e fan da tutto il mondo. Otto di fatto le band sul palco, immensi i nostri voli mentali sulla spiaggia dell’Afrobar ancora fresca di primavera lungo la plaja catanese. Questa è stata la line up dei due giorni di maggio:

25/05
Uzeda
Three Second Kiss
The Black Heart Procession
Shellac

26/05
Uzeda
Stash Raiders
Tapso II
June of 44
The Ex



Tremava l’aria
, tremavano i cuori.
 Tremava la voce di Giovanna:

Vorrei che dimenticaste il concetto della line up, non pensate a head liners o scalette, questo è un grande incontro tra amici.

Eravamo pochi tra noi e in tanti, eravamo tutti uniti.
Giovanna freme, Agostino tace e spreme la chitarra, Davide sbotta la grancassa, Raffaele suona il basso pesante col suo sorriso leggero, guardandoci con occhi di papà.

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© Salvatore Zerbo

Un Three Second Kiss sulla guancia della serata, era da tempo che non si sentiva mat di una certa annata.

 La Black Heart Procession ci distende immensamente, fino alla sviolinata con la sega. Tra tutti questi suoni

decollano

gli Shellac, analogicamente cattivi, brillanti dual core,
se non era odio era indegna tolleranza,
sono entrati e andati via senza gioia nè speranza.

II

Il giorno secondo si dipinge di Uzeda,
gli Stash Raiders fanno così neo l’avanguardia del progressive.
Nel frattempo mi faccio un birrozzo. I Tapso II coprono le bestemmie appena sento il prezzo. Per fortuna mi distraggono. Costruzioni sonore perfette e inspiegabili ci accompagnano bene verso questa stagione, al mese che viene.

June of 44, era quasi finita la guerra. Eppure sembrano averla ancora dentro loro, bella intensa. La notte non ha luna piena, solo una sbavatura

mancava?

Niente, niente, forse solo qualche amico che non è potuto arrivare
in orario



si scandivano i voli aerei della pista alle spalle del bar africano.

Dico adesso:
vorrei che ti dimenticassi che io sono
chi sei,
unirti a questa danza di parole e suoni,
si sente sesso, si sente OOOO!! si sente troppo il tipo che spinge al mio fianco, urla e slinguazza la ragazza.

Sono trenta, Cristo, meno tre. Era l’ottantotto, forse anche prima. Prima che possa succedere tanto, tutto finisce in una paglia svampata.

E mentre ancora sento l’eco della voce di Giovanna provo un po’ gioia, mi stendo e allungo le ginocchia che mi danno noia.

Domenica. Smaltisco la botta, penso al mio caro Ex: ho capito tutto. Stare con te è stata la cosa migliore che poteva capitarmi per essere dove sono adesso.

uzeda

Emanuela Platania

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