In Zaire – Visions Of The Age To Come

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Sounds of Cobra Records

L’ottagono richiama il significato simbolico del numero otto, nonché l’ottavo giorno susseguente ai sei giorni della creazione e del sabato. Esso inoltre raffigura l’ annunciazione della futura era eterna, la beatitudine del secolo futuro e comporta l’avvento dell’uomo nuovo, della sua rinascita e resurrezione. L’iniziato, dopo aver solcato i sette cieli corrispondenti ai sette pianeti, arriva alla meta (l’ottava) e all’ambita rigenerazione, trasfigurazione, sintomo di un nuovo inizio, su di un piano di coscienza superiore.”

Dopo il più che ottimo debutto in full lenght del 2013 intitolato White Sun Black Sun, già rivelatosi a pieno titolo come uno dei fiori all’occhiello delle composizioni altre del panorama underground italiano, uscito sempre sull’ottima e mai troppo riconosciuta Sound Of Cobra Records, concerti in lungo e in largo in Italia e in Europa tra tour e festival – tra cui menzionare una presenza di tutto rilievo al Liverpool International Festival Of Psychedelia del 2016 – e progetti collaterali e solisti di alcuni elementi della band, gli In Zaire (Claudio Rocchetti: elettronica – Stefano Pilia: chitarra – Alessandro De Zan: basso, voce – Riccardo Biondetti: batteria) riapprodano tra le nostre lande, consegnandoci un’altra prescrizione liturgica di alta materia sonora. Continua a leggere

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The Black Angels live @Locomotiv (Bologna): i Peyote di Austin

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Se con Passover (2006) si erano posti tra le più apprezzabili vette della neopsichedelia pervasiva di questi ultimi anni, ero proprio curiosa di sentire come suonava dal vivo la loro quinta creatura Death Song, uscita a febbraio, che di certo all’ascolto suona molto più “pacata” rispetto ai precedenti album. Continua a leggere

Gabriele Mitelli – O.N.G. Crash

O.N.G. Crash, il disco di Gabriele Mitelli – per Parco della Musica Records – è un disco che per sua stessa presentazione vuole essere di pancia: percussività africane che richiamano a SunRa (Ipse dixit), richiami a tutto il ciclo della musica jazz, ma incorniciate in un quadro completamente diverso. Prendi SunRa e portalo ad un concerto degli Zu (o i Mumble Mumble o una qualsiasi band mastichi più linguaggi in maniera sapiente nella stessa bocca, ma sempre in salsa math) o post-metal. Le svisionate jazzistiche, come un collage impressionistico, faranno affiorare qui dei ritmi punk, lì una distorsione metal al basso, lì una tromba ricercata alla “Bitches Brew”. Continua a leggere

Apocalypse Now (F.F. Coppola, 1979)

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Liberamente ispirato dal famoso romanzo (1899) Heart of Darkness di Joseph Conrad, Apocalypse now può essere considerato “l’opera mondo” di Francis Ford Coppola. Uscito nel 1979, sulla scia di altri due acclamati film sulla sventurata guerra in Vietnam, Tornando A Casa e Il Cacciatore, ebbe molta fortuna in Europa con la Palma d’oro a Cannes ma divise la critica americana. Pur avendo ottenuto ben nove nominations, portò a casa solo due Oscar, quello per migliore fotografia (Storaro) e quello per migliore sonoro (Murch). Continua a leggere

Blade Runner (Ridley Scott, 1982)

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MA I REPLICANTI HANNO UN’ANIMA?

La mia intenzione era quella di girare un film ambientato tra quarant’anni con lo stile di quarant’anni fa…”
Ridley Scott

Dopo il 1968 che è l’anno di 2001 A Space Odissey (e coincide curiosamente con l’anno di pubblicazione del romanzo “Gli androidi sognano pecore elettriche?” di P. K. Dick da cui è tratto Blade Runner), il 1982 è un’altra data fondamentale nella rivoluzione del genere fantascientifico e coincide proprio con l’uscita del film di Ridley Scott, alla sua terza prova dopo il lodato debutto de I Duellanti (1977) e il fortunatissimo Alien (1979). Continua a leggere

Shining (Stanley Kubrick, 1980)

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LA TEORIA DEL BUCO NERO E L’ORIZZONTE DEGLI EVENTI

Un buco nero è una regione di spaziotempo all’interno della quale la gravità è talmente intensa da impedire la fuga di qualsiasi forma di materia ed energia, compresa la luce. L’orizzonte degli eventi è la prima strana caratteristica di un buco nero: contrariamente a quanto accade sulla terra dove l’orizzonte dipende dall’osservatore, l’orizzonte di un buco nero è assoluto, non dipende dalla distanza dell’osservatore. Rappresenta il limite di un buco nero e divide nettamente gli eventi in due categorie: quelli che accadono al suo interno e quelli che accadono al di fuori di esso…”
(Giancarlo Bernardi  – I Buchi neri)
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