Biografie

Scrivono per l’Eretico

Emanuela La Mela

11857601_10207079461248654_1281795249_n«Perché è aria e in quanto aria deve andare. E per quanto tu lo voglia, non la puoi fermare»
(“È aria”, Umberto Palazzo e Il Santo Niente)

In principio era la caduta del muro di Berlino (coincidenza?), in un afoso Nord-Africa. Gli anni ’80 erano giunti al termine ma Cyndi Lauper e il jolly invicta faranno comunque parte di lei. I ’90 non erano affatto male: i Prozac+, i Nirvana, le Hole e tanto punk. I La Crus, Battiato, la Cantantessa, i Bluvertigo, la chanson française, Françoise Hardy e lo yéyé. I cosmonauti, il primo amore, la sociopatia e, finalmente, il rossetto rosso. Non è che se uno studia comunicazione deve comunicare con tutti. Sogna la Francia, il Québec, l’Islanda e una sceneggiatura completa. Ama gli Smiths, il cinema francese, Lindo Ferretti, Riccardo Sinigallia, i Cure, Xavier Dolan, il mare d’inverno & la pioggia d’estate, e troppe, altre cose. Non sarebbe male vivere in un mondo à la Michel Gondry. Dicono abbia la stessa altezza e la stessa pazzia di Bjork. Nel 2012, per caso, inizia a collaborare per la webzine OUTsiders musica, dove resterà per due anni e si farà conoscere nel panorama underground siciliano e non. Lo scorso anno decide di “mettersi in proprio” e scrivere solo per il suo blog TiricordiMichel, per poi accogliere il progetto di Marco Salanitri  e fondare, insieme anche ad Azzurra Sottosanti, la rivista online L’Eretico su Marte.

“Vuoi mettere la bellezza del viaggio? Capire il trucco del gioco e poi dimenticarlo. Salire in cima al K2 e non vedere niente. Addormentarsi sulla barca, non prendere un pesce”.

“La smoke cache la m-e-r-d-e”.

“Come sono fatta male, come sono fatta male. Te lo meriti Alberto Sordi!”.

“Smettila di parlare, avvicinati un po’ “.

 Marco Salanitri

11009144_1080946421922374_888079996471567416_nScrivere di musica comincia quasi per caso, ma diventa ben presto un atto necessario e imprescindibile. Ma scrivere è anche un gioco e  tale dovrebbe rimanere, senza prendersi troppo sul serio ma senza mai dimenticare lo sconfinato valore della parola. Le parole sono importanti certo, lo diceva anche Moretti in uno dei suoi memorabili dialoghi,  hanno un peso specifico, densità, possono spedire in orbita o incenerire. Vanno calibrate e dosate con cura, ma devono anche fluire libere, spregiudicate, viscerali.
Diverse collaborazioni intraprese negli ultimi anni con svariate webzine musicali, tra cui Outsiders, Storia della musica, Onda alternativa e la rivista di critica sociale e letteraria Capperi. Parallelamente, da qualche tempo curo booking e management di alcuni talenti siciliani su cui ho deciso di scommettere.
L’Eretico su Marte è il primo progetto avviato autonomamente nel marzo 2015 e condiviso insieme ad Azzurra Sottosanti ed Emanuela La Mela, fidate compagne di viaggio e sperimentazioni. Un’idea in divenire, una voce libera, una scommessa.

Azzurra Sottosanti

10303444_10204745755274653_8120645064480603157_nCatanese di nascita, romana d’adozione. Una laurea in filosofia e una valigia sempre pronta sotto al letto. Un’adorazione per la no wave, la Nouvelle Vague, Nico, Gainsbourg, Federico Fellini. «Credo nel potere che ha l’immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte». Credo nella poesia, nell’iconolatria, nel punk, nella body art, nella reincarnazione, nelle riot grrrl, nella beat generation. Credo in J. G. Ballard, in Rimbaud, in Sylvia Plath, Leo Ferré, Kurt Cobain, Pier Vittorio Tondelli. Ho una memoria infallibile per le cose inutili. Tendo a diffidare delle persone troppo puntuali e degli astemi. Specializzata in organizzazione di eventi, marketing e comunicazione, sono assistente di produzione ed esperta di promozione culturale. Mi occupo di booking e management musicale. Scrivo di cinema e musica per diversi periodici. Collaboro stabilmente con “Patria Indipendente”, la rivista dell’A.N.P.I., per la quale ho firmato, tra l’altro, alcune inchieste sui giovani e il lavoro. Ho fatto parte dei giovani scrittori di “Diario di ventenni” per la rivista “A” e sono stata tra le autrici scelte per il progetto editoriale di Fabrice De Nola, “Donne di Roma” (“La Repubblica” in collaborazione con Fondazione Musica per Roma). Nel luglio 2014 sono approdata sul Pianeta Rosso insieme a Marco Salanitri ed Emanuela La Mela per il progetto “L’Eretico su Marte”.

Claudio Litrico

12575912_10153420360571448_642207809_n“Er mejo zainetto nonchè er mejo nerd del festival: occhiali con montatura nera spessa, indie nel cuore, camicia a quadri, presenza fissa nel backstage per autografi: diffidate dalle imitazioni”

(Zero Musica sul sottoscritto, in occasione dell’Ypsigrock 2012)

Claudio Litrico è un personaggio in cerca di autore e di trama. Edonista patentato, è uno dei più grandi “se” della storia contemporanea: avrebbe potuto essere un eccellente allenatore di calcio, un bravo cantautore, un discreto scrittore e almeno un’altra mezza dozzine di cose, ma non si è mai realmente applicato per nessuna di queste. Vive delle sue passioni e le vive spensieratamente: può insegnarvi molto di ogni suo interesse, ma deve imparare moltissimo per ciascuno di essi. Nasce a Catania nel 1986, anno di pubblicazione del capolavoro degli Smiths The Queen Is Dead; ne capirà l’importanza 18 anni più tardi. Brevi esperienze musicali alle spalle, ama profondamente molte cose: l’Irlanda, il tè, il calcio, il rugby; soprattutto la buona musica, soprattutto indipendente, soprattutto britannica, soprattutto degli anni ’80. Soprattutto gli Smiths (e Morrissey). In misura minore svariata roba come la letteratura, il cinema, i videogames e la fotografia. Alla sua morte le sue ceneri verranno sparse sul fiume Liffey, a Dublino. Dopo aver collaborato con portali web come il defunto Rocknet e Storia della Musica, su Radio Velvet è stato la voce de La Compagnia dell’Indie, programma dedicato al meglio della musica indipendente – ma non solo – e anglofona del panorama internazionale. Nel 2013 è stato conduttore e redattore per TV Acicastello. Due anni dopo sbarca su Marte per raggiungere gli altri eretici.

Enrico Strano

12607129_682004801941873_2096754070_nEnrico Strano si laurea al DAMS nel 2005 con una tesi sull’etnomusicologia africana. Suona in diverse formazioni, tra cui una tribute band Burzum, un coro sardo, diversi gruppi di sperimentazione musicale specializzati nel suonare le caffettiere Bialetti. Vive a Scillichenti, patria del “pane cunzato”, unico posto in Sicilia dove sia possibile ammirare una copia del Duomo di Milano. Inizia scrivendo brevi trafiletti con tematiche inerenti il black metal, pubblicate su decine di giornali tra cui “L’Eco del Trattore” e “Pescare le Vongole”, fino ad approdare alla redazione de “L’Eretico su Marte”, dove blatera di Scaruffi, musica neomelodica e classifiche.

Giuseppina Borghese

giuseppina foto bioVestale di un culto molto privato per Yukio Mishima, esordisco come giornalista a 19 anni con un pezzo sul ventennale di “The Queen Is Dead”, instaurando una monogama relazione con Morrissey per i primi tre anni della mia post adolescenza. Ma la New Wave inglese e il Post Punk dei Joy Divison sono solo l’anticamera di un liberale e possibilista rapporto con la musica che non esclude i Depeche Mode più erotici di “Violator”, le malinconie del post rock alla The XX o gli scenari onirici dell’ electropop scandinavo. Il sentire europeo di Truffaut, i rape and revenge nipponici, gli interni immaginifici di Martin Scorsese ed i languidi tramonti rosa su Portland di Gus Van Sant sono alcune delle ragioni per cui scrivo di cinema. Dal 2014 mi avvicino al mondo più asciutto e imprevedibile del teatro, seguendo la stagione del Vittorio Emanuele di Messina. Attualmente collaboro con il quotidiano La Gazzetta del Sud, per il quale scrivo di cultura e spettacoli.

Il mio rapporto con la società circostante (vivo in Sicilia, precariamente divisa tra due case) ha il sapore di un’eterna “Jumping Someone Else’s Train” dei Cure. Il 23 luglio 2015 la NASA rende ufficiale l’esistenza di un pianeta gemello alla Terra, Kepler 425b.

Faccio la valigia e trasloco su Marte.

Fabio Fulfaro

11994313_10208295756258571_1462898269_nFabio Fulfaro è un medico eretico con la passione per il cinema. Classe 1968 ha cominciato scrivendo le liste della spesa della madre per poi finire a collaborare per alcune riviste online di cinema (sentieriselvaggi.it, effettonotteonline.com, specchioscuro.it) cercando di mettere insieme realtà e rappresentazione. Onnivoro per vocazione la sua gamma di gusti è molto ampia passando dal thriller italiano anni 70 fino alle eresie post apocalittiche di Bela Tarr, dal neorealismo rosselliniano al surrealismo lynchiano. È convinto che l’evoluzione sociale non serve al popolo se non è preceduta da una evoluzione del pensiero (Battiato dixit) e cosi cerca dal caos del suo mondo interiore di partorire una stella danzante, dal potere illuminante e anestetizzante. Collabora da luglio 2015 con L’Eretico su Marte perché è un grande fan del pianeta rosso.

Alice Ferrara

unnamedIn continuo movimento dalla mia città Palermo alla “bella Verona” dove vivo.
La passione per la musica nasce dalla mia prima chitarra voluta a 17 anni insieme all’amore per l’arte il cinema e la letteratura. Inciampo continuamente nelle mie passioni e in gente che le condivide, così facendo esco dal Dams con una laurea in arte. Mi perdo letteralmente nei quadri che da sempre mi aprono altre finestre sul mondo. Sono curiosa di natura, divoratrice di libri e di film. Ho un debole per il cinema francese, lo confesso, su tutti Jules et Jim. Tra i miei libri preferiti (che non sono pochi) indubbiamente metto al primo posto Alice in Wonderland, anche se non ho mai capito bene il gioco degli scacchi. La musica è una compagna fedele di viaggio, fin dai banchi del liceo con le canzoni in sottofondo dei Nirvana e dei Doors, poi i Beatles e John Lennon, la voce di Tim Buckley. La pelle d’oca arriva ascoltando la voce di Janis Joplin e da lì non c’è più ritorno. In Italia Moltheni e Battiato scrivono tra i pezzi che s’incidono nella mia memoria. La musica italiana, vecchia e nuova, è una miniera d’oro da scoprire dato che di lì a poco inciampo fortunatamente in un progetto allo stato embrionale chiamato Cabezon Records. Nel 2012 insieme a Mario Vallenari comincia questa nuova avventura che dura tuttora con ben 12 dischi all’attivo. Ho iniziato nel 2015 scrivendo recensioni per Sound Magazine, per caso conosco Marco Salanitri ed ora mi trovo con l’Eretico a guidare l’astronave per esplorare nuovi mondi, non solo Marte.

“And I think my spaceship knows which way to go” Space Oddity – David Bowie

Benedetta Spampinato

BS

Mai riuscita a riassumermi.

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