Stranger things 3, ovvero l’orrido e le sue manifestazioni al tempo di Netflix

 

Stranger things, la serie televisiva “teen tv shows”, “tv thriller” e “tv horror” creata dai Duffer Brothers, è giunta alla terza stagione. Nata come una scaltra ma insufficiente rievocazione di topoi thriller-horror, ispirati largamente a Stephen King, reitera adesso l’asfitticità di schemi già visti, ma offre nondimeno un campione da laboratorio sulle esigenze (indotte) del pubblico di massa. E degli escamotage per rattoppare i gap della scrittura. Continua a leggere