Dogman (M. Garrone, 2018)

Dogman

Premio come miglior attore (Marcello Fonte) all’appena conclusa 71° edizione del Festival del cinema di Cannes, Dogman di Matteo Garrone è un’opera eccellente. Ambientato in un paesaggio astorico, che è un po’ la Scampia di Gomorra un po’ l’Ostia di Suburra, un po’ una campagna italiana essiccata sulla quale si innesta la bozza di una cementificazione fallita, paradigma di tanta periferia siciliana e italiana. È la creazione scenografica di un originale e intimo far west romanescofono, scandito dal rombo di una motocicletta, prodromo della prepotenza. Continua a leggere

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Per una psicopatologia da classifica – Gomorroide (‘o latitante)

Gomorra è una delle serie più interessanti in Italia, anche per una certa fedeltà rispetto alla realtà di certi quartieri e di una certa malavita. Di certi meccanismi della criminalità organizzata. Il fatto è che l’estetica musicale post-rock dei Mokadelic, la band che ha curato la colonna sonora (che possiamo apprezzare in altre produzioni italiane come il film tratto dall’omonimo romanzo di Ammaniti Come Dio Comanda), come la fotografia della serie, con i suoi colori scuri, netti, poco si abbina alla realtà musicale del quartiere, che risalta molto meglio nei video dei cantanti neomelodici: per un’estetica video-musicale fatta di brutte inquadrature, saturazioni di colore e suoni midi. Continua a leggere